Report Consulta Disabilità e Non Autosufficienza

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  • Definire i temi strategici di mandato
  • Costruire i relativi contenuti.
  • Definire le priorità di lavoro rispetto ai temi individuati

Modificare l’attuale sistema per far in modo che la qualità di vita delle persone di cui ci occupiamo migliori.

Linea 1: Diritti umani, non discriminazione e qualità della vita

Il Forum, anche in esito a quanto prodotto dalla presente Consulta, si
impegna ad operare per:

– far sì che a tutti i livelli si dia piena e concreta attuazione alla Convenzione Onu;
– far sì che la cultura sulla disabilità e sulla non autosufficienza anche a tal fine coinvolgendo il mondo dell’informazione evolva per far propri e rendere completamente attuati i paradigmi richiamati dalla Convenzione ONU, consapevoli che allo stato si è ben lontani da tale modello;

– far sì che a partire dalle organizzazioni aderenti al forum del terzo settore si faccia espresso riferimento come comune ambito di azione ai principi sanciti dalla Convenzione ONU promuovendo anche momenti di confronto contaminazione, formazione e divulgazione, nonché implementazione della UNCRPD (Convenzione dei diritti delle persone con disabilità) declinandone i discendenti diritti nei vari ambiti di intervento;
– far sì che il Programma di azione biennale per la promozione dei diritti e l’integrazione delle persone con disabilità, così come esitato dalla Conferenza Nazionale di Firenze  celebratasi l’11 e 12 settembre 2016, venga al più presto fatto proprio dal Governo e concretamente attuato in tutte le 8 Linee ivi previste;
– far sì che l’Italia si adegui pedissequamente alle Osservazioni Conclusive al I° rapporto dell’Italia sull’applicazione della Convenzione, redatte in data 31 agosto 2016 dal Comitato Onu sui diritti delle persone con disabilità.

Linea 2: Diritti esigibili e nuovo welfare

Il Forum, anche in esito a quanto prodotto dalla presente Consulta, si impegna ad operare per pretendere, ai vari livelli, la piena attuazione della vigente normativa  con:

– definizione ed emanazione dei Livelli Essenziali delle Prestazioni Sociali, in chiave bio-psico-sociale e basati sul modello dei diritti umani e della qualità della vita;

– allocazione delle necessarie risorse con la realizzazione di un Fondo Unico Nazionale e corrispondenti Fondi Unici Regionali;
– verifica dell’efficacia degli interventi in termini di miglioramento di qualità di un “globale progetto” di vita dei destinatari;
– semplificazione e sburocratizzazione delle procedure.

Connessi a tali punti vi sono i capitoli relativi a:
– qualità dei servizi  e loro adeguata remunerazione;
– sostegno e riconoscimento della professionalità di operatori e professionisti anche da un punto di vista economico;
– garanzie dei livelli occupazionali;
– formazione, ricerca, sviluppo ed innovazione.

 

infatti, appare non più procrastinabile la definizione ed emanazione dei Livelli Essenziali delle Prestazioni Sociali, in chiave bio-psico-sociale e basati sul modello dei diritti umani e della qualità della vita. Non più leggi e leggine, fondi e fondini, ma bensì un Fondo Unico Nazionale e corrispondenti Fondi Unici Regionali. Non più segmentazione di interventi in sanitario, socio-sanitario, sociale, lungo-assistenziale, educativo, lavorativo, assistenziale, ecc.., presso cui collocare, volta per volta, le persone, magari al solo fine di risparmiare, ma bensì un progetto globale di vita che assicuri i necessari ed adeguati sostegni nelle varie fasi della vita.

In tale ottica, il primo livello essenziale deve essere costituito dal c.d. “livello zero”, quale livello di processo atto a garantire l’esigibilità dei diritti attraverso il progetto individuale di vita  e connesso budget di progetto.

Occorre altresì superare le categorie della minore/maggiore gravità o delle diverse forme di disabilità/non autosufficienza in favore di un modello basato sulla libertà di scelta, vita indipendente e/o inter-dipendente, sulla necessità di sostegni, anche di natura economica, che, per qualità quantità ed intensità, siano in grado di garantire ad ognuno la piena ed effettiva partecipazione alla vita comunitaria con pari opportunità rispetto agli altri cittadini.

Particolare rilievo assume anche tutta la questione legata all’accesso alle prestazioni e servizi ed alla compartecipazione al costo in base all’ISEE personale e familiare. L’attuale nuovo Isee ancora troppo spesso viene utilizzato come ostacolo/barriera all’accesso alla rete integrata dei servizi ed è producente di impoverimento ed esclusione.

Rilevante diviene anche il tema del sostegno ai caregiver familiari, non già però quali soggetti su cui “scaricare” l’intero carico di assistenza e cura, bensì quali risorse aggiuntive da sostenere e valorizzare.

Analogo riconoscimento ed attenzione va garantito al ruolo del volontariato.

Individuare i soggetti di terzo settore, che non fanno parte della nostra compagine sociale e che riteniamo necessario coinvolgere nel nostro lavoro

definire le metodologie e le azioni per il loro coinvolgimento

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Le organizzazioni presenti nell’Osservatorio nazionale,ma non ancora all’interno del Forum del Terzo settore;

Coni, CIP e loro federazioni sportive associate; Enti di promozione sportiva;

Individuare i soggetti non di Terzo settore con i quali riteniamo di dover stringere alleanze strategiche o di sistema;

definire le metodologie e le azioni per il loro coinvolgimento

Università e istituti/enti di ricerca e di formazione;

Informazione;

Associazioni imprenditoriali;

Organizzazioni sindacali;

I soggetti datoriali;

 

Elaborare proposte di eventi/ iniziative/etc. necessarie e possibili per realizzare quanto sopra.

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Eventi ed iniziative per Linea 1:

  • Promuovere in tutte le Regioni la costituzione di Osservatori  Regionali  sull’applicazione della Convenzione Onu sulla falsariga dell’Osservatorio Nazionale, in attuazione all’art. 4.3 della CRPD e nel rispetto del principio “nulla su di noi, senza di noi”;
  • Promuovere, a livello nazionale e regionale, organismi indipendenti preposti al monitoraggio dell’applicazione della Convenzione stessa e, per tale fine, adeguatamente sostenuti e finanziati con risorse pubbliche;
  • Organizzare, in occasione della Giornata internazionale delle persone con disabilità del 3 dicembre di ogni anno, un evento  di livello nazionale con il pieno coinvolgimento dei territori , non già come mera giornata celebrativa, ma quale occasione per  ottenere dalle Istituzioni dati, statistiche, relazioni, ecc..,  atte a verificare quanto effettivamente posto in essere in applicazione della CRPD per vedere concretamente garantiti i diritti delle persone con disabilità  in chiave di miglioramento della loro qualità della vita e connessi adeguati sostegni, atti a garantire la piena partecipazione alla vita della comunità.
  • Promuovere e sostenere, anche attraverso  la richiesta di inserimento di specifiche linee di finanziamento in bandi e progetti, pubblici e privati,  sportelli, agenzie, ecc.., operanti sia a livello nazionale che territoriale e volti al riconoscimento e contrasto di ogni forma di discriminazione basata sulla disabilità, nonché all’affermazione dei diritti umani e loro concreta esigibilità, favorendone il lavoro di rete.

 

Eventi ed iniziative per Linea 2:

– definizione di un codice unico della disabilità e non autosufficienza

– nuovi Tavoli da proporre:

  • Tavolo Interministeriale a livello nazionale;
  • Tavolo interassessoriale a livello regionale.